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Pilastro Centrale - Vie Di Roccia

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Il Pilastro Centrale
03/04/2025 Angelo e Ben

Zona montuosa
Monti Lessini, Prealpi Venete (Veneto)
Monte Pastello 1128 m, parete ovest
Apritori: A.Serpelloni e G.Pinamonte primi due tiri (2008)
               Confente, Leorato e Gianesini (2020)
Grado massimo VI+ (obbligatorio VI+)
                                                                                          

Avvicinamento
da Cavalo (frazione di Fumane, VR) raggiungere la località Molane (880 m), che si trova 700m prima di Forte Masua. Prendere una strada sterrata sulla sinistra (cartello CAI del sentiero Molane-Dolcè).
Parcheggiare al bivio o seguire brevemente la sterrata fino a una sbarra con slargo. Seguire il sentiero CAI n° 236 in discesa prima per pascoli, poi per faggeto. Superare un tratto ripido in discesa attrezzato con fune metallica. Arrivati al cospetto dell’imponente spigolo del Pastello, quando la traccia si fa più larga e pianeggiante, nei pressi dei resti di una vecchia cava, lasciare il sentiero e seguire i bolli azzurri e gli ometti che puntano allo spigolo. A metà canale, in salita, seguire una traccia diagonale verso destra (faccia a monte) fiancheggiare la base del grande zoccolo verso sud arrivando così, presso la sezione centrale della parete, dove attacca la via 40 Galee, spostarsi ancora a destra circa 80 metri, fino a trovare la partenza della via, (45 minuti di cui la maggior parte in discesa, per arrivare all’attacco).

Descrizione
L1: Salire verticalmente dall’albero attraversare a sinistra per appigli minimi per poi rientrare in centro per superare lo strapiombo e aggirando il pilastrino a destra con movimento tecnico. Seguono poi roccette abbattute e facili. IV+, V+, VI, IV, III, 30 m – 8 chiodi, 2 cordoni. Sosta 3 chiodi.

L2: Tiro delicato oserei dire MORTALE! Traversare a sinistra, risalire i gradini erbosi poi prendere la placca compatta che termina in una zona friabile, superarla fino ad una breve corda fissa (che era su portata dal vento) che aiuta nell’uscita erbosa fino alla sosta su due chiodi e un fix con anello. IV, III, IV+, III, 25 m – 7 chiodi

L3: Partire su roccia a strati ma non molto sana, appigli svasi, puntare al diedro sulla destra (utili friends medi) e seguirlo fino a superare un pilastro evidente e uno spuntone successivo. Sosta a fix su ampia cengia. V+, V, III+, 25 m – 5 chiodi.

L4: Traverso verso destra in leggera discesa su appigli ottimi, al suo termine alzarsi ancora verso destra per difficoltà minori (roccia molto delicata) qui quasi partiva Angelino assieme ad un grande masso rimastogli in mano, tenere leggermente la sinistra rispetto all'albero e puntare le successive placche difficili ma ben chiodate. IV, V, IV, V+, 20 m – 6 chiodi. Sosta su un fix con anello e chiodo.

L5: qui la relazione mi ha fatto sbagliare, ho dovuto piantare due chiodi perché ero lontano dalla sosta e se volavo facevo un macello, invece bisogna stare leggermente a destra dello spigolo e risalire verso due chiodi e un cordone azzurro, continuare facilmente verso sinistra in direzione del diedro tozzo con formazioni calcaree, lo si risale con decisione e si traversa a sinistra passando da un canalino erboso di 2m  attenzione! (si parti non ti fermi più è un incombo), rimontare tutto lo spigolo. V, IV+, III+, 20 m – 5 chiodi un cordone. Sosta su due fix con kevlar e 2 anelli.

L6: È un tiro molto duro anche per la qualità della roccia non bellissima, risalire il diedro fino al chiodo per poi traversare a sinistra in direzione dello spigolo, arrampicata sostenuta ed esposta. Ritornare leggermente a destra fino ad individuare la sosta su 3 chiodi. V, VI+, V+, 30m – 4 chiodi e due cordoni.

L7: Continuare diritti per l’evidente diedro molto aperto che permette di alzarsi grazie alle due fessure opposte a destra e sinistra, manca però un pezzo di roccia sotto al primo chiodo, proseguire verticalmente in direzione del muretto che si supera grazie alle ottime prese, giungendo così ad una comoda sosta con due fix, uno con anello. V+, VI+, V+, 20 m – 3 chiodi. (qui sono stato completamente a sinistra, non mi fidavo più della roccia ed ero stanco)

L8: Alzarsi in concomitanza di un pilastrino sulla sinistra e la placca adiacente, chiodo e sasso incastrato con cordone. Proseguire su placca leggermente verso destra fino alla piantina con cordone (si potrebbe proteggere su una piantina più in basso) da qui traversare a sinistra qualche metro raggirando lo spigolo per poi alzarsi grazie a buoni appigli e appoggi. Si rimonta su un terrazzino e incrociando un cuneo si scala l’ultimo muretto fino alla sosta su due fix con cordone e anello. Libro di via qualche metro più avanti sotto ad una nicchia di sassi. IV+, IV, IV+ V, III, 30 m – 5 chiodi, 3 cordoni, 1 cuneo.

Discesa
Salire nel bosco fino a una traccia che conduce, verso destra (sud), a una radura. Costeggiarla in salita sbucando su una seconda radura più ampia e continuare sulla traccia. Individuare un primo albero isolato in mezzo al prato e lasciarlo a sinistra. Continuare sulla destra nel bosco (ometti) per traccia fino al tornante di una pista forestale. Scendere lungo questa, oltrepassando anche un cancello, per tornare al punto di partenza (30′).

AVVISO IMPORTANTE

L’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, l’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio e pericolo.

info@viediroccia.it
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